Ogni anno durante la processione dei Misteri, assistendo alla tradizionale sfilata dei Sacri Gruppi per le vie della città, si rinnova l’amore dei trapanesi nei confronti dei protagonisti del rito del Venerdì Santo ma non si percepisce solo questo, trapela anche una orgogliosa ammirazione per questi capolavori artistici che di certo vedremo anche nella prossima edizione. Per questo sulla valenza artistica dei Misteri voglio qui ricordare, come già precedentemente evidenziato, l’unicità che essi rivestono in quanto espressione artistica tardo-barocca.
Gli artisti trapanesi, artefici dell’arte della tela e colla che realizzarono i Misteri trasformando le rappresentazioni sceniche in gruppi scultorei, dimostrarono originalità nella disposizione dei personaggi che riempiono le scene realizzandole secondo la loro immaginazione, senza lasciarsi influenzare da dipinti di artisti che prima di loro avevano affrontato gli stessi episodi della Passione di Cristo. Mescolarono anche i periodi storici come si può dedurre dagli elmi, dai pennacchi e dalle corazze tipicamente spagnoli o riconducibili alla Chanson de Roland con diversi errori di ambientazione che però non sembrano nuocere al racconto.
L’introduzione poi di personaggi popolari ha fatto sì che nel corso del tempo siano stati dati ad essi nomi e soprannomi ad uso e consumo del popolo stesso. Ma l’immaginazione, la mescolanza di epoche storiche lontane tra loro e l’introduzione di modelli che riproducono popolani hanno contribuito a dare una certa unicità ai vari gruppi e a fare di queste opere capolavori dell’arte popolare, unica nel suo genere e tipicamente trapanese.


Nessun commento:
Posta un commento