lunedì 27 marzo 2017

Pasqua bizantina

   A Piana degli Albanesi, un paese dell’entroterra palermitano, principale colonia storica di albanesi in Sicilia, si celebrano i riti della Pasqua bizantina dal 1475. 
Piana degli Albanesi e il lago
   Questo, in sintesi, il rituale pasquale. La Grande Settimana, come viene chiamata la Settimana Santa, in realtà comincia il venerdì che precede la Domenica delle Palme con la rievocazione della Resurrezione di Lazzaro. 
   La Domenica delle Palme si rievoca l’ingresso di Gesù a Gerusalemme con i festeggiamenti nella chiesa di San Nicola di Mira, davanti la quale vengono benedetti i ramoscelli d’ulivo e le palmette. Poi si va in processione verso San Demetrio, la Cattedrale. L’ Eparca, cioè il vescovo, in groppa ad un asinello guida la processione con in mano un crocifisso ed una palmetta. 
   La ‘lavanda dei piedi’ del Giovedì Santo da parte dell’Eparca è seguita dalla lettura del Vangelo di Giovanni, in lingua albanese. 
   La mattina del Venerdì Santo c’è la celebrazione attorno al Taphos, un quadro raffigurante il Cristo morto, mentre il coro canta malinconici canti sulla Passione e sulla Morte di Cristo, tra cui il ΣΗΜΕΡΟΝ ΚΡΕΜΑΤΑΙ. La processione è preceduta dall’Urna in cui è riposto il Cristo.   
   
il battesimo dei bambini
Il Sabato Santo c’è la liturgia dei battesimi dei bambini, secondo il rito bizantino e poi, verso mezzogiorno, l’annuncio della Resurrezione, mentre il Papas cosparge per la chiesa foglie di alloro. A mezzanotte le porte della Cattedrale di San Demetrio si aprono per fare entrare il corteo di clero e fedeli che procedono in processione con candele accese, dopo avere intimato alle forze del male di farsi da parte per il passaggio. Intonando il Χριστός Ανέστη (Cristo è risorto) in greco e in albanese, il corteo entra in chiesa illuminata a festa. Dopo la funzione c’è la sfilata per le vie di Piana per cantare l’Ανάσταση (Resurrezione). 
   La domenica di Pasqua è il giorno in cui si condensano la religione e il folklore del popolo Arbereshe. La cerimonia in chiesa è celebrata dall’Eparca attorniato dai Papas che indossano gli antichi e ricchi paramenti sacri. Canti e rituali sono in greco antico. Le celebrazioni avvengono anche fuori dalla chiesa: per le vie del centro sfila il corteo delle donne nel loro costume tradizionale. Intanto nella chiesa della Madonna di Odigidria vengono benedette le uova rosse seguita dalla loro distribuzione ai fedeli e ai turisti presenti, antichissima tradizione orientale del rito greco-bizantino. E’ questo il simbolo della rinascita della vita (il rosso delle uova ricorda il sangue di Cristo). La liberazione, infine, delle colombe bianche simboleggiano amore e pace, il vero messaggio della Pasqua non solo bizantina.


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